FABA NO WI-FI:

come crescere bambini scollegati!

 

Benvenuti nell’era dei nativi digitali

La generazione dei cosiddetti nativi digitali è circondata e influenzata dalla tecnologia sin dalla nascita. Pensiamo alle differenze tra un bimbo nato oggi e uno nato 50-60 anni fa: un bambino di 3 anni, 50 anni fa, era attratto da certi rumori, ad esempio le pentole adoperate dalla mamma in cucina, oggi invece è più affascinato dalla TV, perché il cervello umano è attratto dallo stimolo più intrigante e interessante. Per questa ragione risulta fondamentale un’educazione digitale fin dai primissimi anni.
Ancora: 40-50 anni fa nonni e genitori raccontavano ai bambini delle fiabe, oggi solo l’8% del mondo degli educatori lo fa. Il bambino di allora ascoltava, sviluppava un’immaginazione creativa e la propria capacità di ascolto, di gestione delle emozioni e della paura, ma anche l’attesa e la gestione del tempo. Oggi un bambino di 6 anni è abituato a guardare la TV o internet e per questo motivo limita lo sviluppo di alcune capacità cognitive.
Questi sono cambiamenti evidenti, che nascondono un mutamento molto importante: la generazione di oggi è meno predisposta all’ascolto e al confronto, all’esame orale i ragazzi sono molto in difficoltà, sono più propensi a scriversi piuttosto che a parlarsi.

L’uso e l’abuso di Smartphone e Tablet

Non sono solo appendici nelle mani di adulti e ragazzi, i telefonini stanno facendo sempre più parte dell’intrattenimento dei bambini, anche piccolissimi. Un bambino con lo smartphone in mano sa già cosa fare, si è tolto sì e no il pannolino ma tecnologicamente è già autosufficiente!
Il fascino del monitor è così seducente che quando i bambini chiedono di ascoltare una canzone al computer, nel momento in cui compare il video, la musica diventa secondaria all’immagine. Non ballano più, non cantano più, guardano solamente.
Ci sono studi che dimostrano che il tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi elettronici risulta associato al modo in cui i loro stessi genitori utilizzano la tecnologia. In un certo senso significa che i bambini seguono le orme dei genitori che possono fungere da esempio negativo o positivo. Un bambino piccolo con lo sguardo fisso davanti ad uno schermo a giocare o a guardare video su YouTube, senza interagire con i coetanei o con gli adulti, verrà facilmente assorbito da quello che sta vedendo o facendo tanto da estraniarsi, come se fosse anestetizzato. Infatti oramai tablet e telefonini sono diventati i nuovi ciucci digitali, in grado di placare qualsiasi capriccio dei bambini e tenerli buoni. I “no” sono merce di scambio, battaglie difficili da sostenere per lungo tempo, la loro determinazione è più tenace della nostra pazienza, cedere il telefono per zittirli diventa un sollievo per tutti.
Per questa ragione è spesso difficile porre limiti e paletti rispetto all’utilizzo della rete e dei suoi strumenti. Importante è educare i piccoli ad un corretto uso della tecnologia per impedire che ne abusino o che sviluppino una dipendenza. La responsabilità non è della tecnologia in sé, ma dell’uso che se ne fa. È necessario fornire ai bambini quegli strumenti che consentano loro di sfruttare le risorse della tecnologia senza esagerare.
Il mondo cambia rapidamente, il progresso ha lo scopo di migliorare e facilitare la vita delle persone, gli effetti e le conseguenze a volte non sono prevedibili.

La curiosità intellettuale: che grande dono!

La curiosità intellettuale è uno strumento che ci avvantaggia nella vita, perché ci rende propensi a esplorare le nostre capacità e il mondo circostante, a progredire, accrescere la nostra cultura e anche le nostre potenzialità. I bambini piccoli sono curiosi per natura: amano essere coinvolti nelle cose dei grandi, chiedono di aiutarci ad apparecchiare la tavola, a stendere il bucato, a togliere la polvere dai mobili…
Un modo per aumentare il senso di curiosità e di scoperta nei bambini è quello di alimentare la loro creatività aiutandoli a sperimentare con i colori, i collage, le attività extra scolastiche e i lavoretti in famiglia. O semplicemente permettendogli di essere “liberi”: una persona curiosa non deve essere vincolata da sbarramenti di pensiero, deve poter scegliere i propri valori, cercare sé stesso negli altri e nelle nuove esperienze, sperimentando l’autonomia e l’indipendenza culturale.

FABA, il tuo raccontastorie

Pensato per bambini dai 2 ai 6 anni, FABA è un raccontastorie composto da una cassa audio e da tanti Personaggi Sonori che riproducono fiabe, filastrocche e canzoncine. Previene l’abuso della tecnologia e stimola la creatività del bambino senza troppe distrazioni. Privo di Wi-Fi e pensato per la sicurezza dei più piccoli, FABA non è solo un gioco ma anche uno strumento educativo: un modo nuovo per avvicinare i bambini al mondo degli audiolibri giocando con i loro personaggi preferiti, incentivando l’ascolto attivo e stimolando la loro immaginazione!